Punk save the China

Dopo aver affrontato l’Heavy Metal Islamico oggi trattiamo il Punk in Cina.

Il punk arriva nel paese rosso ventanni dopo l’uscita del mitico gruppo Sex Pistols spopolando tra i giovani cinesi che vogliono conquistare uno spazio di libertà nei fulminei cambiamenti della Cina di oggi. Si oppongono al sistema per cercare di migliorare il benessere economico e sociale del paese visto che certe tradizioni sono state smantellate: l’apertura verso l’Occidente.

L’astio che guida la loro battaglia è ambiguo. Dicono di ripudiare le loro tradizioni secolari e inneggiano all’America, rifiutano il paragone con gli Stati Uniti e idolatrano la propria Patria: un caos mentale di dubbi e incertezze. Ecco che i punk cinesi si nascondono dietro il grido: «Distruggiamo tutto, anche noi stessi».

Tra il 98 e il 99 le prime punk band promotrici di questa rivolta sono i famosi Catcher in the Rye e gli Underground Baby, la maggior parte dei membri di queste due band proviene da Pechino e ha in comune le influenze musicali dei gruppi Punk occidentali di fine anni Settanta e primi anni Ottanta (Sex Pistols, Ramones, Clash). Finalmente questi due gruppi aprono la strada del mondo underground ai giovani cinesi, altrimenti «obbligati» a percorrere il tradizionale sentiero dell’ideologia e delle aspirazioni di benessere economico del Paese.

La Cina viene invasa per la prima volta da creste di capelli colorati, giacche di pelle decorate con spille da balia e rammendi di stoffa, i nuovi Punk entrano in azione con la consapevolezza dell’opera svolta dai predecessori, anfibi da combattimento e piercing ovunque a testimoniare la voglia di cambiamento.

Ebbene si amici Punk is not dead: mentre in Occidente il movimento si è affievolito, in Cina continua a vivere e ad urlare il suo malessere sociale e sinceramente ne sono contenta!

Vi segnalo un libro molto interessante: Punk in Cina (Nuovi fuochi di rivolta dopo Tiananmen) di Serena Zuccheri da cui ho tratto le informazioni su questo movimento: ve lo consiglio se volete approfondire l’argomento. Ultima cosa guardatevi il video di questo gruppo punk koreano e ditemi che ne pensate.

Quindi creste e spille da balia per urlare al mondo: io non ci sto…Punk save the China!

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2 Risposte

  1. [...] un figlio “dark” con capelli lunghi fan dei Marilyn Manson (ma avrà letto il post di Sonjita sul Punk in [...]

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