In Germania il fatturato del kebab supera McDonalds e Burger King insieme

Dopo viral-kebab e kebab 2.0, continuiamo a monitorare il fenomeno …perchè

“Questa kebabmania ha qualcosa di paradossale”.

foto-kebab

Complimenti a chainworkers per questa interessante inchiesta sul mondo kebab…il resto è disponibile qui.Pubblico un’estratto:

“Nell’era della globalizzazione, dell’ossessione per l’igiene, dell’islamofobia latente e della lotta impietosa contro i grassi, il döner artigianale, dall’aspetto un po’ sudicio, abbrustolito e untuoso, sembrava destinato a esser tagliato fuori.

Eppure, una specie di David è riuscito a far vacillare il gigante McGolia.

A partire dalla Germania, culla del kebab all’occidentale, dove il fatturato dei 12.000 punti vendita (1,5 miliardi di euro) ha superato quello di McDonald’s e Burger King messi insieme.

Oltre il Reno il döner è una vera e propria istituzione e Berlino, con i suoi 1.500 baracchini, rappresenta una sorta di Mecca per questo nuovo impero. Al punto che è stata creata una specializzazione professionale in “Lavorazione della carne per Döner Kebab”.

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L’obiettivo? Ufficializzare lo know-how dell’industria alimentare d’Occidente per inculcare nella testa dei “diabolici turchi” la teutonica ossessione per la pulizia. D’altra parte, il döner costituisce un potente vettore di integrazione per questa comunità formata da 3 milioni di persone: e ha permesso il concretizzarsi di storie di successo, come nel caso della Karmez, azienda fondata una ventina d’anni fa a Francoforte da sette fratelli immigrati turchi, che fornisce carne e derivati a migliaia di punti vendita in tutta Europa (fino alla Dönerland di Villanova sull’Arda, Piacenza).

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Il clan dei Karmez, oggi multimilionario, si contende il mercato con altri 400 concorrenti, fra cui una decina a livello industriale. Hakim Benotmane, capo del franchising Nabab, ci spiega che “anche se la carne dei kebabisti europei proviene da zone diverse, viene montata sistematicamente in Germania”. E noi ingenui che pensavamo fosse il cuoco del baracchino all’angolo a farlo da solo… “Assolutamente no!”, prosegue Hakim. “L’operazione, che consiste nell’impilare meticolosamente innumerevoli fette di carne, richiede una competenza ancestrale, che i turchi si tramandano di padre in figlio”.

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