Il nemico interno. Musulmani a Bologna

Ieri il barcamp su marketing territoriale nel web 2.0: si è parlato molto di Bologna, di competitività e di turismo.

In particolare c’era la possibilità di lasciare dei post it con su scritto delle parole chiave su ” Bologna è famosa per?”

Che c’entra con sto blog che parla solitamente di contaminazioni, di cose cross e, semplificando, di intercultura?

A parte il sottoscritto, vedendo questo video forse la connessione è più evidente.

Il soggetto è Bologna e la sua immagine nei paesi arabi: da subito, reduce dall’evento di ieri, mi chiedo quale sarà la diffusione di questo film e il suo impatto verso l’opinione pubblica dei paesi nei quali sarà trasmesso.

Allo stesso tempo è evidente che nasce dalla voglia di approfondire un “sentito dire” che nasce da un immagine di Bologna completamente diversa da quella accogliente e aperta alle diversità spesso diffusa tra gli autoctoni.

Quindi se facessimo la domanda: “Bologna è famosa per?” Cosa ci sentiremo rispondere all’uscita dai cinema in cui proiettereanno questo film? O sarà visto via satellite da tutto il mondo arabo, compreso quello delle periferie europee?

Non mi soffermo solo sull’impatto perchè sarebbe fermarsi al dito e non vedere la luna: questo film nasce nella Bologna, che in questo caso rappresenta una certa Italia, che si richiude e che teme le diversità che oramai sono del territorio. Non sono più corpi estrenei che vengono da fuori.

Sono 20 mila musulmani residenti a Bologna e Provincia e circa il 4% è nato qui ma, ciò nonostante, sono pochi gli esempi virtuosi: e se ce ne sono, soccombono di fronte al titolo di questo film.

Il nemico interno. Musulmani a Bologna” è un film di Federico Ferrone, prodotto da Akram Adoini per Al Jazeera Documentary Channel che si sviluppa attorno a sei storie dall’islam italiano.

“Come nel resto del paese, a Bologna convivono intolleranza e tentativi di dialogo, quartieri ghetto e seconde generazioni che combattono, criminalità e quotidianità”.

Ultimamente al pubblico arabo arrivano strane voci dall’Italia: ministri con magliette con la caricatura di Maometto, leggi speciali anti immigrazione, islamofobia diffusa. Al Jazeera era interessata a capirne il fondamento e a verificare lo stato dell’Islam italiano. Ma ovviamente di islam, anche solo in Italia, ne esistono molti. Basta osservare una città come Bologna: esiste l’intolleranza, ma anche tentativi tenaci di dialogo. Quartieri ghetto ma anche seconde generazioni. Il film racconta sei di queste storie: dettagli di un affresco, in attesa di capire quale sarà il quadro più grande.? Da qui.

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